Regolamento europeo trattamento dati - cosa cambia e cosa no!

Il 4 maggio 2016, sono stati pubblicati sulla gazzetta ufficiale dell'unione europea i testi del regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali e della direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.

Il 24 maggio 2016 è entrato ufficialmente in vigore il regolamento, che diventerà definitivamente applicabile in via diretta in tutti i paesi dell’Unione a partire dal 25 maggio 2018.
Entro quella data gli stati europei dovranno introdurla nel proprio paese con facoltà, di modificare alcune indicazioni (es. coordinamento sanzioni, modalità trattamento dati genetici, età per esprimere il consenso).

L’Italia con legge del 25 ottobre 2017, n. 163 ha delegato il governo ad adottare i criteri direttivi per l’applicazione della normativa e si è in attesa del decreto legislativo applicativo.

IL PRINCIPIO DI ACCOUNTABILITY

ll regolamento pone con forza l'accento sulla "responsabilizzazione" (cd accountability) di titolari e responsabili – ossia, sull'adozione di comportamenti proattivi e tali da dimostrare la concreta adozione di misure finalizzate ad assicurare l'applicazione del regolamento.

Il titolare del trattamento (persona fisica o giuridica, l'autorità pubblica, il servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali) dovrà dimostrare di avere messo in pratica ogni opportuna iniziativa di formazione e ogni attività di protezione ed informatica per proteggere i dati e le informazioni.

Nel caso di danno: al titolare spetterà dimostrare l’esistenza delle misure di sicurezza e che il danno si è verificato per cause fortuite ( art. 2043 e 2050 codice civile).

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