ll medico di famiglia puo' consegnare la scheda sanitaria di un paziente al proprio ordine professionale per giustificare un certificato di malattia?

sono un medico di famiglia. un datore di lavoro si è lamentato con il mio ordine professionale della congruità della certificazione di malattia di un lavoratore. devo rispondere all'ordine professionale e posso mostrare in sede di audizione la scheda sanitaria del paziente?
La domanda chiede la risposta a due problemi:
a) Obbligo di risposta all'Ordine Professionale: L' ART. 64 del codice di deontologia medica impone che
il medico debba collaborare con il proprio Ordine nell’espletamento delle funzioni e dei compiti ad esso attribuiti dall’ordinamento e quindi, rispondere all'Ordine è sempre opportuno.

b) Non è invece necessario che fornire le schede mediche o informazioni sullo stato di salute del paziente in quando coperte dal segreto professionale.

Il garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato alcuni medici e strutture per l’avvenuta comunicazione di dati personali idonei a rivelare lo stato di salute di un paziente al suo datore di lavoro.
Nel rilevare l’illecito trattamento e avviare il connesso procedimento sanzionatorio, è stato ribadito che la disciplina in materia di protezione dei dati personali prevede che gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari possano, nel perseguimento delle finalità di cura della salute, comunicare al solo interessato le informazioni relative al suo stato di salute (art. 84 del Codice dlgs 196/2003 - il cui contenuto si reputa conforme anche al Regolamento Europeo 679/2016 ).
In assenza del consenso dell’interessato, la struttura sanitaria può comunicare i dati idonei a rivelare lo stato di salute solo nei limiti previsti dalle norme vigenti (artt. 20 e ss. e 75 e ss. del Codice) e quindi all'interessato.

Con specifico riguardo al trattamento di dati idonei a rivelare lo stato di salute dei lavoratori, è stato inoltre evidenziato che la sussistenza di specifici obblighi normativi nei riguardi del lavoratore, per consentire al datore di lavoro di verificare le sue reali condizioni di salute nelle forme di legge, giustifica che, per motivare l’assenza, venga fornita all’amministrazione di appartenenza apposita documentazione consistente in un certificato medico contenente la sola indicazione dell’inizio e della durata presunta dell’infermità (prognosi). In assenza di speciali disposizioni di natura normativa, che dispongano diversamente per specifiche figure professionali, il datore di lavoro pubblico o privato non è pertanto legittimato a raccogliere certificazioni mediche contenenti anche l’indicazione della diagnosi .

Di conseguenza, nella risposta da dare all'Ordine dovrà limitarsi a fare presente che nella registrazione della scheda sanitaria ( resa obbligatoria dalla convenzione per la medicina di famiglia) vi sono elementi utili a supportare l'appropriatezza clinica della certificazione di malattia redatta.
Ovviamente, tale scheda deve effettivamente essere compilata con cura ed i periodi di malattia prolungati devono essere supportati da informazioni cliniche ed accertamenti idonei a dimostrarne la congruità.

Sotto-categoria: