irap medico di famiglia- anche con segretaria non paga l'irap

SENTENZA n. 9786 del 19/4/2018
CORTE CASSAZIONE CIVILE - Corte di Cassazione -sesta sezione civile
on riguardo al presupposto dell'IRAP, il principio di diritto secondo cui "con riguardo al presupposto dell'IRAP, il requisito dell'autonoma organizzazione - previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2 -, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive
--------------------------------

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 8482-2017 R.G. proposto da:
P.A.L., rappresentata e difesa dall'avv. Paola
Maddalena FERRARI ed elettivamente domiciliata in Roma presso la
Cancelleria della Corte di cassazione;
- ricorrente -
contro
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro
tempore, rappresentata e difesa dall'AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei
Portoghesi n. 12;
- resistente -
avverso la sentenza n. 5073/49/2016 della Commissione tributaria
regionale della LOMBARDIA, depositata il 4/10/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 21/02/2018 dal Consigliere Dott. Lucio LUCIOTTI.

RILEVATO
- che in controversia concernente l'impugnazione da parte di P.A.L., medico convenzionato, del silenzio rifiuto opposto ad istanza di rimborso dell'IRAP versata negli anni dal 2006 al 2010, la C.T.R. lombarda con la sentenza indicata in epigrafe accoglieva l'appello dell'Ufficio ritenendo, per quel che qui ancora rileva, che "da remunerazione di una segretaria" fosse idonea a far ritenere dotata di autonoma organizzazione l'attività professionale svolta dalla contribuente;

- che avverso la sentenza ricorre la contribuente deducendo due motivi cui non replica l'intimata, che si limita depositare istanza di partecipazione all'eventuale udienza pubblica;

- che, regolarmente costituito il contraddittorio sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi dell'art. 380 bis cod. proc. civ., il Collegio ha deliberato la redazione dell'ordinanza con motivazione semplificata.

CONSIDERATO
- che i due motivi di ricorso, con i quali la contribuente, deducendo "da violazione e falsa applicazione di norme di legge dei contratti e accordi collettivi di lavoro" nonchè la "mancata valutazione di fatti decisivi", lamentando l'errore in cui era incorsa la CTR nel ritenere che il medico convenzionato che si avvale di una dipendente con funzioni di segretaria fosse tenuto al pagamento dell'IRAP in quanto circostanza idonea a far ritenere sussistente il presupposto dell'autonoma organizzazione, sono manifestamente fondati;

- che, invero, le Sezioni unite di questa Corte, componendo il contrasto giurisprudenziale formatosi sulla res controversa, con la sentenza n. 9451 del 2016 hanno statuito, con riguardo al presupposto dell'IRAP, il principio di diritto secondo cui "con riguardo al presupposto dell'IRAP, il requisito dell'autonoma organizzazione - previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2 -, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive";

- che la sentenza della CTR, che ha ritenuto che la ricorrente fosse tenuta al pagamento dell'IRAP per essersi avvalsa nell'espletamento della propria attività professionale di una segreteria, viola apertamente il suddetto principio giurisprudenziale e va, quindi, cassata senza rinvio, potendo la causa essere decisa nel merito, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, con accoglimento dell'originario ricorso della contribuente, spettando alla stessa il rimborso richiesto;

- che le spese del presente giudizio di legittimità seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo mentre vanno compensate tra le parti le spese dei giudizi di merito essendo successivo alla loro instaurazione l'intervento chiarificatore delle Sezioni unite di questa Corte.

P.Q.M.
accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie l'originario ricorso della contribuente; condanna la resistente al pagamento, in favore della ricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.300,00 per compensi ed Euro 200,00 per esborsi, oltre al rimborso delle spese forfetarie nella misura del 15 per cento dei compensi ed agli accessori di legge, compensando le spese dei giudizi di merito.

Così deciso in Roma, il 21 febbraio 2018.

Depositato in Cancelleria il 19 aprile 2018

Sotto-categoria: 

Documento: