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CORONAVIRUS -MEDICO DI FAMIGLIA E MANCATA PRESA IN CARICO PAZIENTE

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  • un paziente si rivolge al medico  di famiglia
  • NON E’ IN AREA ROSSA
  • E’ CASSIERE IN UN GRANDE SUPERMERCATO
  • DA ALCUNI GIORNI HA FEBBRE
  • SI RIVOLGE AL MEDICO IL QUALE DIAGNOSTICA UNA POLMONITE
  • IL MEDICO CHIAMA IL NUMERO VERDE
  • IL NUMERO VERDE DICE DI CHIAMARE IL 112
  • IL 112 DI CHIAMARE IL NUMERO VERDE E POI CHIEDE DI INVIARE AL PRONTO SOCCORSO.
  • iL MEDICO SI RIFIUTA- SONO LE 21,00 E METTE TUTTA LA FAMIGLIA IN QUARANTENA
  • L’OPERATORE DEL 112 SI RIFIUTA DI FORNIRE IL PROPRIO NOME

CORONAVIRUS E CERTIFICATI DI MALATTIA - una guida per i medici di famiglia

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La pandemia di Coronavirus ha messo in vista la fragilità della comunicazione interna tra gli operatori sanitari.- Inesistenza di un servizio comune di trattamento dei dati sanitari frammentati in ogni regione ed, all'interno della Regione, in miriade di software - Inesistenza di un piano dei rischi per fronteggiare l'emergenza, anche se conosciuta da diverse settimane.- Inesistenza di regole preventive per fronteggiare il rischio Ed i medici di famiglia ed i sanitari del pronto soccorso, ancora una volta si trovano senza rete. 

Il medico di famiglia ricusa il paziente. L'azienda sanitaria chiede obbligatoriamente una motivazione. La ragione è delicata ed il medico teme di violare il segreto professionale. Quale soluzione?

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Un tema delicato che richiede una procedura in grado di garantire il diritto del paziente a non essere discriminato e l'obbligo del medico di segretezza delle conversazioni che si tengono tra medico e paziente.A volte basta una procedura adeguata! scarica il pdf 

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